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Eachway century

fashion Museum

Linked – Shenzhen Cina

La nota stilista cinese Hui Zhou Zhao già da anni crede fortemente nel recupero delle tradizioni artigianali tessili e sul connubio eclatante fra moda e arte, lo dimostrano le sue raffinate collezioni di abbigliamento           (nelle quali si percepisce sia  il gusto pregiato delle tradizioni sartoriali del suo paese, sia la sapiente abilità nel sapere creare affascinanti combinazioni con un tocco più moderno e occidentale)  ma anche il suo pluriennale sostegno alle attività artigianali tessili dei villaggi meno abbienti , lontani dalle grandi città , tramite la sua Fondazione.

Il progetto è nato quindi  col supporto della Fondazione di Hui Zhou Zhao ed  è prioritariamente ispirato alla sua ultima collezione HUI DOMUS, coordinata insieme a due noti designer italiani : Bibi Ronchi e Alberto Zambelli.

Nel concetto di partenza di entrambi i progetti,  DOMUS, nella sua globale accezione,  non è  solo “casa” nel senso architettonico classico : DOMUS significa anche  Famiglia – Patria – Focolare – Tempio spirituale – Habitat.

Gli artisti esposti in questa mostra hanno lavorato seguendo le indicazioni suggerite dalla curatrice Barbara Santoni ( che collabora da alcuni anni con la sig.ra Hui Zhou Zhao)  immergendosi idealmente nelle sfumature affascinanti e pregnanti di questo ampio  significato, creando un “percorso” tracciato dai ricordi, dai sentimenti, dallo spirito che cura le nostre origini e i nostri affetti familiari e sociali.

Nel design, l’architettura è una struttura che “protegge”, racchiude, custodisce e crea l’ambiente nel quale le nostre storie personali  si svolgono e creano il nostro background , ovvero  le “stanze” della nostra memoria,  le travi portanti della nostra identità caratteriale.  Nella mostra LINK-ED , le “stanze” sono state allestite sia con le opere d’arte che coi capi originali della collezione , creando una armonia affascinante e suggestiva.

Nelle opere della Martinez si esprime il lavoro manuale, paziente, lento e costante, che richiama una perizia femminile estranea a una considerazione diminutiva e storicamente periferica. Il tessuto, sua materia d’elezione, parla di cose per lungo tempo non dette. Cose che non si devono dire, ubbidendo troppo spesso al mandato del silenzio sociale, ma che poi erompono, improvvise, in un urlo che non può più essere contenuto creando la Storia.

“Una poetica simbiosi che apre mente e sguardo verso nuove ed affascinanti evoluzioni.”

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